Categorie
Gente, paesi, culture

L’età dell’oro

 

Difficile immaginare oggi, nelle nostre società dei consumi, i negozi vuoti e le lunghe code per ottenere i generi di prima necessità – malgrado questi siano garantiti dal programma economico dello Stato, tanto che  sono riportati  nelle tessere annonarie. Per le nostre società occidentali sono cose di cui abbiamo soltanto sentito parlare dai nonni, quando ci raccontavano della guerra. Per altri paesi invece si tratta di un passato ancora molto vicino. Con un certo senso dell’umorismo, in Romania la propaganda del regime aveva perfino ribattezzato il periodo più duro l’Età dell’Oro…

Che differenza ha portato la rivoluzione (sovietica) per le macellerie? Prima la macelleria aveva un’insegna, e sull’insegna c’era il nome del proprietario, Vassili Ivanovitch; all’interno c’era la carne. Dopo la rivoluzione l’insegna della macelleria è scomparsa, sulla vetrina c’è scritto “Carne” e all’interno c’è Vassili Ivanovitch.

La penuria alimentare era uno degli argomenti preferiti della satira comunista, oggetto di moltissime barzellette che circolavano sottobanco sfidando la censura.

Secondo Hans e Barbara Otzen, autori di alcuni libri sulla cucina della DDR la penuria di certi ingredienti, che derivava dalle politiche di produzione e di import-export decise dal governo era intenzionale e volta a controllare meglio la popolazione che non aveva altra scelta che mangiare quanto più possibile alla mensa del luogo di lavoro o della scuola, piena di orecchie attente.  

In quasi tutti i paesi del blocco comunista la caccia ai generi alimentari era lo sport più diffuso. Anche se il regime aveva previsto la distribuzione di tessere annonarie che davano diritto ogni mese a certe quantità di farina, uova, carne ed altro, spesso non era possibile ottenere i prodotti, che restavano sulla carta. Era fortunato chi aveva qualche parente o amico in campagna disposto a fornire derrate che non soltanto potevano essere consumate, ma anche scambiate contro cose difficili da trovare.   

Nel libro «77 Istorii si Retete din Epoca de Aur» (77 Storie e ricette dell’Epoca d’Oro) la giornalista rumena Veronica Bectas racconta di essere riuscita a mettere in contatto una farmacista che cercava del burro vero per preparare una torta di compleanno per il figlio con una compagna di liceo che viveva in campagna, possedeva una mucca e cercava del cotone idrofilo e una visita da un medico specialista. I termini dell’accordo prevedevano mezzo chilo di burro per la farmacista contro venti pacchetti di cotone e una visita medica contro un’oca, un tacchino e un’anatra.

Il baratto, più che il denaro, permetteva di ottenere il necessario per vivere. Si scambiavano pomodori contro pancetta affumicata o carne contro scarpe. Nell’Unione Sovietica degli ultimi anni Settanta andavano forte i jeans americani e gli LP degli Abba, cosa che durante un viaggio a Mosca mi aveva fruttato in cambio alcuni chili di caviale della migliore qualità.  Non appena correva voce che un negozio aspettasse la consegna di merce qualsiasi lunghe file si formavano davanti all’entrata, senza che gli aspiranti acquirenti si preoccupassero del prodotto che sarebbe arrivato. A che cosa sarebbe servito? Tanto, se non se ne avesse avuto bisogno, c’era sempre la possibilità di rivenderlo.

Un’amica italiana che aveva vissuto a lungo a Mosca mi raccontava un giorno di essersi accodata a una fila che diventava sempre più lunga di minuto in minuto. Dopo una mezz’ora di attesa un’anziana signora volle sapere che cosa si pensasse di poter comprare e un giovanotto un po’ seccato le rispose:  dei bikini di pelliccia. Ah bene, replicò la signora, e riprese il suo posto nella fila.

In Romania il periodo più duro fu quello degli ultimi anni del regno di Ceausescu. Negli anni Sessanta il paese era riuscito ad aderire al FMI con lo statuto di paese in via di sviluppo e ad ottenere dalla Banca Mondiale (che per la prima volta nella sua storia aveva accettato di concedere del denaro per obiettivi di industrializzazione anziché di infrastruttura) prestiti per oltre 6 miliardidi dollari a un tasso bassissimo per l’epoca, che però  nel corso degli anni aveva quai raddoppiato il debito. Tra le condizioni del prestito alcune erano state ritenute troppo «capitaliste» (possibilità per i cittadini di accedere alla proprietà, di ricorrere a cure mediche private, ecc.) e pertanto inaccettabili.  La bella intesa con FMI e Banca Mondiale era presto sfumata. Al momento di incominciare a rimborsare l’importo dovuto il dittatore, che aveva falsificato la documentazione necessaria per ottenere il prestito, non disponeva del denaro necessario; i rapporti si fecero sempre più tesi finché Ceausescu non dichiarò di voler restituire l’intera somma in tre anni invece dei venticinque concordati. Per riuscirci decise di esportare almeno l’80% della produzione nazionale e di bloccare le importazioni, facendo così cadere la popolazione in miseria nera.  

Privi dei prodotti di base nel circuito ufficiale e con il mercato nero in gravi difficoltà (i ristoranti avevano dovuto eliminare le tende per permettere alla Securitate, la polizia segreta, di controllare che non vendessero sottobanco le derrate che avrebbero dovuto servire alla preparazione dei piatti), i rumeni riuscivano nonostante tutto a trovare la forza di sorridere.

Un funzionario del Ministero dell’Economia rumeno rivela a un amico che il nuovo piano prevede un grande sforzo nella produzione di mezzi di trasporto.
– Il primo anno fabbricheremo un milione di biciclette e raggiungeremo la Svezia. Il secondo anno fabbricheremo un altro milione di biciclette e raggiungeremo l’Italia.  Il terzo anno fabbricheremo un milione di elicotteri; così, se verremo a sapere che i ciclisti sono riusciti a coltivare delle verdure in qualche posto riusciremo a raggiungerli.

 

 

 

Cervella impanata come nell'Età dell'Oro

Una cervella senza ... cervello!

Prep time 10 minuti
Cook Time 10 minuti
Total Time 20 minuti
Servings 2

Ingrédients

  • 5 uova
  • 100 g di telemea o feta
  • latte
  • pangrattato
  • paprika o erbe aromatiche fresche
  • pepe
  • olio
  • burro

Instructions

  1. Quando mancano i prodotti che si cercano se ne trovano altri per sostituirli. La mia amica rumena Elena mi ha dato l'idea di questa preparazione (che non ha nulla di originale) una sera in cui le chiedevo che cosa diavolo  riuscissero a portare in tavola durante il periodo in cui mancava tutto, costringendo la popolazione a tirare fuori tesori di immaginazione.  

    (Questo mi fa pensare a una notissima barzelletta comunista: quella in cui il compagno Stakhanov muore e arriva all'inferno. Prima ancora che alla reception si materializzi un diavolo vede due portoni monumentali: uno reca la scritta "Inferno capitalista", l'altro "Inferno comunista". Il diavolo della reception gli dice che ha la possibilità di scegliere. Mentre riflette sul da farsi, perplesso, si socchiude la porta dell'inferno comunista e si affaccia Stalin che con la mano gli fa segno di andare di là.

    "Che differenza c'è?" chiede Stakhanov.

    "Nessuna - risponde Stalin - ma da questa parte la caldaia è spesso fuori uso, se funziona non hanno consegnato la legna e se c'è i diavoli hanno un'assemblea sindacale...")

    Ma bando alle ciance. Ecco la

    Cervella impanata come nell'Età dell'Oro

    Sbattere 4 uova in una ciotola capace, senza fare troppa schiuma.

    Aggiungere il formaggio sminuzzandolo con le mani. Mescolare con una forchetta, schiacciando i pezzi troppo grossi. Spolverare di paprika (o di erbe fresche tritate).

    In una padella antiaderente sciogliere una noce di burro e versarvi la reparazione, mescolando di continuo e riportando i bordi verso il centro per ottenere una specie di frittata spessa e compatta.

    Voltarla e cuocerla dall'altra parte.

    Spegnere il fuoco e far intiepidire.

    Sbattere l'uovo rimasto con un po' di latte, pepare.

    Dividere la frittata in pezzi di uguale dimensione, passarli nell'uovo sbattuto, poi nel pangrattato. Tenere da parte.

    Sciogliere una noce di burro nella padella, aggiungere due cucchiai d'olio e friggere i pezzi di  "cervella" impanati in modo che siano ben dorati su tutti i lati.

    Servire con un'insalata.

    Gli ingredienti della cervella finta: uova, telemea (feta)

2 risposte su “L’età dell’oro”

Brava cuoca ;deve essere buono perché lei ha arichitto la ricetta con la fetta, noi lo facevamo senza, quella se l’avevamo lo mangevamo così con panne…..

Perché non ci racconti come lo facevate voi?

I commenti sono chiusi.