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Vlad Tepes, Dracula in persona

Come non iniziare questa galleria di ritratti con il più famoso – ma anche il meno conosciuto dei personaggi legati ai Carpazi ed alla Transilvania?
Già, parlo proprio di lui: Dracula in persona.
O, per essere precisi, del personaggio storico al quale si è (in parte) ispirato Bram Stoker e che oggi è pretesto di «Dracula-Tours» con annessi e connessi.

Senza Bram Stoker e Nicolae Ceaucescu, che nutriva una simpatia particolare per il personaggio, pochi – probabilmente soltanto qualche storico particolarmente interessato – ne avrebbero sentito parlare e la Transilvania sarebbe totalmente sconosciuta (e sarebbe un gran peccato perché è una regione magnifica, ma questo è un altro film).
Per due volte principe voivoda della Valacchia – stato cuscinetto tra l’impero ottomano ed il Sacro Romano Impero, teoricamente vassallo del re d’Ungheria – i suoi contemporanei ne parlano raramente e quando lo citano è in cronache ostili. Di lui si sa che è forse nato in Transilvania (la data ed il luogo di nascita sono definiti per deduzione) dove ha trascorso parte della sua infanzia, seguendo poi il padre in Valacchia prima di essere spedito in ostaggio per qualche anno alla corte del sultano, tanto perché il suo babbo non facesse troppo gli interessi del sovrano ungherese e non dimenticasse di pagare il balzello che gli permetteva di tenere i Turchi fuori dal paese.
Si sa anche che discendeva da Basarab I (che ha dato nome alla Bessarabia che con gli arabi non ha nulla a che fare) tramite i suoi successori Mircea il Vecchio ed il figlio di questi, Vlad. Quest’ultimo era membro dell’Ordine del Drago (creato nel 1408 da Sigismondo del Lussemburgo, re d’Ungheria) ed era stato conseguentemente soprannominato Dracul, ossia il Drago
Sarebbe stato normale che il soprannome fosse limitato a Vlad padre, ed effettivamente al figlio i contemporanei avevano affibbiato il nomignolo Tepes, l’Impalatore. Vlad Tepes aveva però un caratterino piuttosto deciso e, poiché Dracul indica anche il diavolo, ecco che il soprannome del padre è diventato il cognome del figlio, trasformandosi poi in Draculescu per il resto della dinastia.
Il basso Medio Evo non era certo un periodo in cui si porgeva facilmente l’altra guancia – per questo c’erano degli specialisti, tipo San Francesco. L’impalamento stava all’Europa dell’Est come lo squartamento a quella dell’Ovest. Vlad Tepes non costituiva un’eccezione e senza Ceaucescu, che fu dittatore dal 1965 al 1989 e nutriva una vera passione per lui, sarebbe rimasto uno tra i tanti principi che cercavano di impadronirsi del potere, di volta in volta sostenuti dal re d’Ungheria o dal sultano.
Con la complicità di Stoker che ha trasformato i vampiri – in origine dei non morti responsabili di ogni sorta di guai – in personaggi assetati di sangue Ceaucescu ha trasformato l’Impalatore in eroe nazionale. D’altra parte corre voce che lui stesso fosse un po’ vampiro visto che non sopportava di vedere un simbolo religioso e che nel corso di una visita negli Stati Uniti aveva perfino abbandonato un banchetto dopo la benedizione del cibo impartita da un pastore.
Castello di BranCol tempo addosso a Vlad Tepes è stata cucita tutta una biografia che gli attribuisce un luogo di nascita (Sighisoara, dove suo padre fu governatore per alcuni anni e dove potrebbe effettivamente aver visto la luce) ed un castello (Bran, nei pressi di Brasov, dove però non c’è traccia di lui anche se sono conosciuti tutti i governatori e vice governatori). Nella sua cosiddetta casa natale oggi c’è un ristorante, ma il turista in vena di emozioni forti può anche visitare la camera in cui sarebbe nato – pagando, s’intende. Quanto a Bran, il cui castello era stato omaggiato dalla vicina città di Brasov alla regina Maria, che l’aveva regalato alla figlia Ileana in occasione del suo matrimonio con Antonio d’Asburgo-Toscana e che recentemente è stato restituito ad uno dei suoi figli, trae grande profitto dalla fama che gli viene da Dracula, il vampiro. Nel paesino ai suoi piedi un grande mercato «artigianale» vende souvenir vampireschi per tutti i gusti e, se all’interno del castello Dracula viene citato solo di sfuggita come opera letteraria, vi vengono però organizzate serate di Halloween e perfino una lotteria internazionale il cui primo premio consiste in una cena a luce di candela seguita da una notte in una comoda (?) bara.
La cittadella di PoienariMolto probabilmente, invece, il personaggio ha trascorso del tempo nella fortezza di Poienari a Sud dei Carpazi, feudo familiare che fece ingrandire e fortificare, si dice, dai nobili ribelli che erano sfuggiti all’impalamento.
Muore relativamente giovane, probabilmente nel 1476 quando è poco oltre la quarantina, in combattimento o forse assassinato dai sicari del Sultano, e su di lui cala il sipario e per molti secoli non se ne parla più.